Una collina, due denominazioni
Il Montalbano e' un rilievo modesto in altezza ma decisivo per il paesaggio: separa la piana di Firenze e Prato dalla Valdinievole e dal Valdarno inferiore, e da secoli e' coltivato a olivo e a vite. Chi arriva qui pensando al Chianti delle guide resta un po' spiazzato, perche' il vino di questa collina ha un'altra storia. Sono due, in particolare, le denominazioni che dovete conoscere prima di aprire una bottiglia: il Chianti nella sottozona Montalbano e il Carmignano.
La geografia aiuta a capirle. La sottozona Montalbano del Chianti DOCG copre i comuni di Serravalle Pistoiese, Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Quarrata, Carmignano, Poggio a Caiano, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi, a cavallo fra le province di Firenze e Pistoia. Il Carmignano DOCG, invece, riguarda esclusivamente le terre collinari dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, in provincia di Prato. Due cerchi che si sfiorano e in parte si sovrappongono, con esiti molto diversi nel bicchiere.
Chianti Montalbano: il vino di casa
La sottozona Montalbano e' stata riconosciuta nel 1996 e comprende, come dice il nome, i versanti di questa collina. La base e' il Sangiovese, che nel disciplinare puo' andare dal 70 al 100 per cento, con una quota di altre uve fino al 30 per cento, un massimo del 10 per cento di uve bianche e la possibilita' di utilizzare Cabernet franc e Cabernet sauvignon, da soli o insieme, fino a un massimo del 15 per cento.
Tradotto in termini pratici, si tratta di un rosso di media struttura, con acidita' viva, tannino non aggressivo e profumi che virano sulla ciliegia e sulla viola. E' il vino quotidiano di questa zona, quello che sta bene su una zuppa, su un piatto di pasta al ragu' o su una grigliata fatta in giardino. La versione riserva, con affinamento piu' lungo, guadagna profondita' e regge tranquillamente carni piu' importanti. Non e' un vino da collezione: e' un vino da tavola nel senso migliore del termine.
Carmignano: la denominazione con il francese dentro
Il Carmignano ha un percorso amministrativo curioso: per molto tempo e' stato inglobato nell'area del Chianti Montalbano, poi ha ottenuto la DOC nel 1975 e la DOCG nel 1990, con effetto retroattivo a partire dalla vendemmia 1988. E' una delle zone in cui la presenza del Cabernet in uvaggio con il Sangiovese non e' una moda recente ma una consuetudine storica, tanto che il territorio la rivendica come tratto distintivo della propria identita' enologica.
Nel bicchiere questo si traduce in un rosso piu' compatto e piu' scuro rispetto al Chianti della stessa collina, con una nota vegetale nobile e un tannino piu' presente. E' un vino che ama il tempo, il decanter e i piatti di carne. Se volete capire davvero la differenza fra le due denominazioni, la prova migliore e' una degustazione parallela: stessa sera, stessi bicchieri, due bottiglie aperte insieme. La distanza fra le vigne e' minima, la distanza fra i vini e' evidente al primo sorso.
Come degustare senza complicarsi la vita
Non serve essere sommelier. Servono bicchieri decenti, una temperatura ragionevole, intorno ai diciotto gradi per i rossi, e qualcosa da mangiare. In villa avete tutto lo spazio che serve: un tavolo grande, l'aria condizionata che tiene la stanza fresca nelle giornate torride e la possibilita' di aprire le bottiglie con calma, senza il conto che arriva a fine cena. Iniziate dal vino piu' giovane e leggero e salite gradualmente di intensita'.
Un accorgimento serio: se avete in programma cantine e degustazioni, decidete prima chi guida. In Italia i limiti alcolemici sono severi e le strade di collina, strette e curve, non perdonano distrazioni. Il parcheggio interno della villa vi permette di lasciare l'auto ferma e di organizzare i turni con tranquillita'. Molte aziende agricole della zona accolgono visitatori su prenotazione: verificate sempre in anticipo, perche' gli orari cambiano parecchio da stagione a stagione.
Portare a casa qualcosa di vero
Il souvenir enologico ha senso se e' scelto, non se e' comprato all'ultimo minuto in autogrill. Se acquistate direttamente in azienda, chiedete l'annata e come e' andata la stagione: vi diranno se e' un vino da bere subito o da aspettare qualche anno. Ricordate che le bottiglie viaggiano male in un bagagliaio rovente d'estate; se tornate in auto, tenetele nell'abitacolo e coperte, non nel portabagagli esposto al sole per ore.
Vale anche la pena affiancare al vino una bottiglia di olio del posto: sono i due prodotti che questa collina fa da sempre, e insieme raccontano il Montalbano meglio di qualunque guida. Al ritorno, aprirli a casa vostra e' il modo piu' rapido per rimettere piede, con la memoria, sul terrazzo di una casa del Seicento circondata da ulivi e da alberi da frutto.
Villa Podere Pagliaio 1 — la villa intera, solo per il vostro gruppo
Dimora storica del '600 sul Montalbano, con piscina e piscina idromassaggio riservate, uliveto di proprietà e fino a 7 posti letto. Nelle immediate vicinanze del centro di Quarrata.