Che cos'è il Montalbano
Il Montalbano è la dorsale collinare che si allunga fra le province di Pistoia, Prato e Firenze, coprendo un'estensione di circa sedicimila ettari. Non è una montagna: è un rilievo modesto in altezza ma decisivo nel disegno del paesaggio, perché separa la piana pistoiese dalla valle dell'Arno.
Ne fanno parte i territori di comuni come Serravalle Pistoiese, Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Quarrata, Carmignano, Poggio a Caiano, Signa, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi.
È una Toscana meno fotografata di quella senese, senza i cipressi in fila delle cartoline, ma con una densità storica sorprendente: si passa da un uliveto a una villa medicea nel giro di pochi chilometri.
Il Barco Reale, la riserva dei granduchi
Nel Seicento Ferdinando II de' Medici fece recintare una vasta porzione di questo territorio per creare il Barco Reale, una riserva di caccia delimitata da chilometri di muro, attraversata da corsi d'acqua e punteggiata di ville e poderi.
Il muro esiste ancora a tratti e lo si incontra camminando nei boschi: è una delle poche tracce fisiche rimaste di quel progetto. All'interno dell'area convivono testimonianze etrusche e interventi rinascimentali, segno di una frequentazione antichissima.
Il nome sopravvive anche in etichetta: Barco Reale di Carmignano è oggi una denominazione di origine controllata, e in bottiglia porta con sé la memoria della riserva granducale.
Le ville medicee sul crinale
Il Montalbano è costellato di dimore medicee, quattro delle quali fanno parte del sito UNESCO delle Ville e Giardini medicei in Toscana. La villa di Poggio a Caiano, progettata da Giuliano da Sangallo per Lorenzo il Magnifico a partire dagli anni Ottanta del Quattrocento, è uno dei manifesti dell'architettura rinascimentale.
Ad Artimino, nel comune di Carmignano, sorge la villa detta La Ferdinanda o villa dei cento camini: la volle il granduca Ferdinando I e la realizzò l'anziano Buontalenti fra il 1596 e il 1600, su un poggio che guarda il borgo medievale.
Completano il quadro la villa di Cerreto Guidi e, sul versante pistoiese, La Magia di Quarrata. Quattro edifici molto diversi fra loro, che insieme raccontano il modo in cui i Medici usavano la campagna.
Vino e olio: che cosa si produce qui
Il Montalbano è terra di vigne e di olivi. Sul versante pratese e fiorentino si producono il Carmignano DOCG, il Barco Reale di Carmignano DOC e il Vin Santo di Carmignano; su tutta la dorsale si produce il Chianti Montalbano DOCG, una delle sottozone storiche del Chianti, basata sul Sangiovese in percentuale prevalente.
L'olio extravergine di queste colline può fregiarsi della denominazione Toscano IGP con la menzione geografica Montalbano. Le cultivar tradizionali sono Frantoio, Leccino, Moraiolo e Pendolino: danno un olio verde, erbaceo, con l'amaro e il piccante tipici della regione.
Il territorio è organizzato anche in un itinerario tematico, la Strada del vino e dell'olio del Montalbano, dedicata alle colline di Leonardo: è un buon punto di partenza per orientarsi fra aziende agricole e frantoi.
Camminare: la Via Medicea
Dal 2018 esiste un cammino ufficiale che unisce i luoghi medicei del Montalbano: la Via Medicea. Si sviluppa per circa 78 chilometri dalle Cascine Medicee di Prato fino a Fucecchio, con un dislivello complessivo di poco superiore ai duemila metri e una difficoltà classificata come medio-bassa.
Il percorso è diviso in quattro tappe più una variante e tocca Poggio a Caiano, Carmignano, Artimino, Bacchereto, Vinci e Cerreto Guidi, con una diramazione che scende su Quarrata e su Villa La Magia.
Non serve percorrerla tutta. Molti tratti si affrontano benissimo come escursione di mezza giornata, scegliendo un segmento e organizzando il rientro in auto. Le stagioni migliori restano la primavera e l'autunno.
Come vivere il Montalbano se alloggiate qui
Il modo più sensato di affrontare queste colline è per mezze giornate. Le strade sono strette e tortuose, le distanze in chilometri sono brevi ma i tempi si allungano: meglio scegliere una meta al giorno e prendersela comoda.
Il tardo pomeriggio è il momento migliore per i punti panoramici: la luce radente accende gli uliveti e dai crinali si vede la piana fino all'Appennino.
E poi c'è il piacere più semplice, quello che non richiede spostamenti: uscire a piedi dalla villa e camminare fra gli olivi, senza altro programma che tornare in tempo per cena.
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